NOI SIAMO IL MARE
Nieddittas Magazine

Che cos’è l’acidificazione degli oceani?
Le acque degli oceani stanno diventando sempre più acide, un fenomeno noto come acidificazione degli oceani, strettamente legato al riscaldamento globale e all’aumento delle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera.
Di cosa si occupa la botanica marina?
La botanica marina è una branca affascinante della biologia che si dedica allo studio delle piante e delle alghe che popolano gli ambienti marini. Ecco nello specifico cosa studia e perché è fondamentale.
PARLANO DI NOI
Rassegna stampa Nieddittas
COME LE CUCINI OGGI?
Le ricette di Nieddittas

Che cos’è l’acidificazione degli oceani?
Le acque degli oceani stanno diventando sempre più acide, un fenomeno noto come acidificazione degli oceani, strettamente legato al riscaldamento globale e all’aumento delle concentrazioni di CO2 nell’atmosfera.

Di cosa si occupa la botanica marina?
La botanica marina è una branca affascinante della biologia che si dedica allo studio delle piante e delle alghe che popolano gli ambienti marini. Ecco nello specifico cosa studia e perché è fondamentale.

Come respirano i granchi?
I granchi, oltre ad essere un ingrediente molto noto e apprezzato in cucina, sono un esempio di come la natura è in grado di sorprenderci. Queste creature, infatti, sono affascinanti per il loro adattamento alla vita in diversi ambienti acquatici e sono in grado di respirare sia fuori che dentro l’acqua. Ma come?

Quali sono i pesci spazzini del mare?
La natura ha pensato a tutto! Dovete infatti sapere che ci sono dei particolari pesci che si occupano delle “pulizie in mare”. Si, avete capito bene! Sono i cosiddetti pesci spazzini e si cibano di ogni sorta di rifiuto, come materia organica in decomposizione.

Che cos’è una laguna?
Le lagune sono ecosistemi di transizione tra il mare e la terraferma e rivestono un ruolo rilevante per la biodiversità. Sono habitat ideali per tante specie di pesci, crostacei e molluschi che vi trovano condizioni ottimali per la riproduzione e la crescita.

Come togliere una spina di pesce dalla gola?
All’improvviso, mentre gustate un boccone, una sensazione spiacevole vi ferma: una spina si è incastrata in gola. Fastidio, un piccolo dolore pungente, la tentazione di tossire. Ma niente panico! Vediamo insieme quali sono le conseguenze e come togliere una spina di pesce dalla gola con dei rimedi casalinghi.
Che cos’è l’acidificazione degli oceani?
Le acque degli oceani stanno diventando sempre più acide, un fenomeno noto come acidificazione degli oceani, strettamente legato al riscaldamento globale e all’aumento delle concentrazioni di CO₂ nell’atmosfera. Questo processo altera gli ecosistemi marini e minaccia numerose specie, con conseguenze dirette sulla biodiversità e sulle attività economiche legate al mare.
Esaminiamo le cause di questo problema, i suoi effetti e le possibili strategie per contrastarlo.
Acidificazione degli oceani: cosa è e quali sono le cause?
L’aumento delle concentrazioni di CO2 in atmosfera causa un aumento delle temperature e di conseguenza cambia la composizione chimica dell’acqua. Quando l’anidride carbonica si dissolve nell’acqua di mare, innesca una reazione chimica che porta alla formazione di acido carbonico, abbassando il pH dell’acqua, e causando dunque una maggiore acidità.
Ma perché c’è un aumento del diossido di carbonio in atmosfera? Le cause sono da ricercarsi nelle attività umane:
- Uso dei combustibili fossili. Carbone, petrolio e gas naturale rilasciano enormi quantità di CO₂ nell’atmosfera.
- Abbattimento di foreste. Le foreste assorbono l’anidride carbonica (Co2) ma con la deforestazione quella in eccesso finisce negli oceani.
- Attività industriali e agricole. Fertilizzanti, allevamenti intensivi e produzione industriale contribuiscono all’inquinamento atmosferico e marino.
L’acidificazione degli oceani rappresenta una seria minaccia per tutti gli ecosistemi marini e per le specie che li popolano.
Conseguenze dell’acidificazione degli oceani sulla flora e fauna
L’alterazione del pH marino ha effetti devastanti specialmente su coralli, ostriche e altri molluschi, come cozze e vongole, e plancton. Ecco i principali effetti negativi:
- Gli organismi marini con conchiglie o scheletri di carbonato di calcio, a causa del pH marino alterato, fanno fatica a formare il guscio, rendendoli più vulnerabili e meno produttivi per la filiera ittica.
- Le barriere coralline sono soggette allo sbiancamento (bleaching), cioè alla perdita progressiva delle microalghe che ricoprono i coralli e che ne favoriscono la crescita, provocando danni anche agli organismi che le usano come fonte di cibo e di riparo.
- Rallenta la muta di granchi e aragoste.
- Pesci confusi perché l’acidificazione altera il loro olfatto.
- La trasmissione dei suoni attraverso l’acqua varia, rendendo più rumoroso l’ambiente sottomarino.
Il problema dell’acidificazione dei mari riguarda anche il mar Mediterraneo, mette a rischio la sostenibilità delle attività economiche legate alla pesca e all’acquacoltura e influenza l’intera catena alimentare.
Gli scienziati prevedono che entro il 2050 oltre l’85% degli oceani del mondo saranno più caldi e più acidi di quanto non lo siano mai stati.
Come contrastare l’acidificazione degli oceani
Per preservare la salute del mare e la sostenibilità del settore ittico è fondamentale agire.
Per contrastare il fenomeno è stato proposto di diffondere nel mare sostanze alcaline, come l’idrossido di calcio, capaci di aumentare il pH del mare e allo stesso tempo di rimuovere anidride carbonica dall’atmosfera, una tecnica nota come ocean alkalinization (alcalinizzazione dei mari). Numerosi gruppi di ricerca stanno monitorando e studiando i benefici e i potenziali rischi delle strategie di alcalinizzazione e da uno studio nel Mar Mediterraneo è emersa l’efficacia.
Alcune azioni concrete che si possono mettere in atto per mitigare il fenomeno dell’acidificazione degli oceani e del cambiamento climatico sono:
- Ridurre le emissioni di CO₂ attraverso il passaggio a fonti di energia rinnovabile.
- Sostenere la pesca e l’acquacoltura sostenibili, favorendo pratiche che riducano l’impatto ambientale.
- Ripristinare le praterie di Posidonia e le foreste marine, che assorbono CO₂ e migliorano la qualità delle acque.
- Investire nella ricerca, per selezionare specie più resistenti e migliorare la gestione degli allevamenti.
Gli ecosistemi marini sono fondamentali per la vita sulla Terra. Per evitare che si indeboliscano e per garantire un futuro sostenibile è necessario che tutti facciano la loro parte, ad esempio preferendo i mezzi pubblici o la bicicletta all’uso dell’auto e praticando una corretta gestione dei rifiuti.
La tutela dei mari e la sostenibilità ambientale è per noi di Nieddittas uno dei valori fondamentali della nostra comunità. Il nostro prodotto principale, le cozze Nieddittas, e gli altri molluschi filtratori, sono dei veri e propri depuratori naturali perché purificano l’acqua trattenendo l’anidride carbonica per formare i gusci. Il Protocollo di Kyoto ha dato un valore economico alla produzione di carbonio dei molluschi quantificandolo con Carbon Credit, valutando possibile che, grazie all’azione dei mitili, 1 tonnellata di anidride carbonica possa trasformarsi in 3 tonnellate di gusci. Eliminando l’anidride carbonica dall’acqua le cozze rendono persino più vivibile per le altre specie l’ambiente marino in cui si trovano, diminuendone di fatto l’inquinamento. Questo testimonia quanto sia importante proteggere il mare e favorire la crescita di queste specie.
Di cosa si occupa la botanica marina?
La botanica marina è una branca affascinante della biologia che si dedica allo studio delle piante e delle alghe che popolano gli ambienti marini.
Raccontiamo di cosa si occupa questa disciplina essenziale per la comprensione e la protezione degli ecosistemi marini e come diventare un esperto in questo campo di ricerca.
Cos’è la botanica marina?
La botanica marina si occupa degli organismi vegetali (piante vascolari e alghe) che abitano gli ecosistemi marini, ovvero i fondali poco profondi negli oceani, la battigia, le acque salmastre degli estuari o i litorali delle zone umide. Questa disciplina esplora l’ecologia e la fisiologia degli organismi vegetali marini, il loro ruolo nella produzione di ossigeno e nella cattura di carbonio, la fotosintesi negli ambienti acquatici e la loro funzione di habitat per numerose specie.
Per compiere queste analisi la botanica marina si serve di una serie di strumenti sia in laboratorio che sul campo: dai microscopi all’attrezzatura subacquea, dai sensori di temperatura e salinità alle attrezzature per le analisi della qualità dell’acqua.
Come diventare un botanico marino
È necessario intraprendere un percorso di studi e specializzazione in biologia e scienze ambientali. Nello specifico serve:
- Una laurea in biologia, scienze ambientali o scienze naturali.
- La specializzazione in botanica marina o ecologia marina.
- Esperienza pratica in laboratori di ricerca e tirocini presso enti di conservazione.
- Per chi desidera lavorare nella ricerca o in ruoli altamente specializzati, un dottorato in biologia marina o scienze ambientali è un passo fondamentale.
Sono poi utili dei corsi di subacquea scientifica.
Con una conoscenza approfondita in questo campo è possibile lavorare nel settore scientifico, industriale e ambientale, ad esempio in enti pubblici o privati per la conservazione delle praterie sottomarine, come ricercatore in biotecnologie marine o come esperto in acquacoltura.
Differenza tra zoologia marina e botanica marina
Anche se entrambe rientrano nell’ambito della biologia marina, zoologia e botanica sono due discipline differenti. Infatti, come abbiamo detto, la botanica marina studia le piante e le alghe dei mari e degli oceani per comprendere il loro ruolo nell’equilibrio ambientale e per tutelare gli ecosistemi, mentre la zoologia si concentra sugli animali marini. Per approfondire leggi di cosa si occupa la zoologia marina.
L’importanza della botanica marina
La conoscenza della botanica marina è fondamentale per diverse ragioni:
- Per affrontare le sfide dei cambiamenti climatici. Le alghe e le piante marine forniscono informazioni preziose sullo stato di salute dei mari e degli oceani.
- Per una gestione sostenibile delle risorse naturali.
- Per la conservazione della biodiversità. Molti organismi marini dipendono dalla vegetazione. Pensate alle praterie di Posidonia che offrono riparo a crostacei, molluschi e pesci.
- La vegetazione marina produce una grande quantità di ossigeno attraverso la fotosintesi, contribuendo alla qualità dell’aria che respiriamo.
- Le piante marine proteggono le coste dall’erosione, attenuando l’impatto delle onde.
- Risorse alimentari e farmaceutiche. Le alghe vengono utilizzate nell’industria alimentare, farmaceutica e cosmetica.
Inoltre, grazie alla ricerca in questo campo, emergono importanti scoperte come nuove specie di alghe, oppure piante in grado di adattarsi all’aumento delle temperature, contribuendo così alla conservazione della vita marina.
Gli stabilimenti Nieddittas sorgono nel compendio di pesca di Corru Mannu - inserito nella lista delle zone umide di importanza internazionale (convenzione di Ramsar) - confinante con la laguna di Corru S'Ittiri. Qui sono presenti diverse tipologie di piante tipiche, tra cui l’Ammofila, la Rucola marina, le praterie di Salicornia e la macchia mediterranea. La pineta e le vaste praterie di alofite sono state inserite tra le “Aree costiere di rilevante interesse botanico per la redazione dei Piani Paesaggistici della Sardegna” e nel “Sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna”. Oggi Nieddittas è responsabile della salvaguardia del compendio, una best practice per la qualità e l’efficacia di questa azione di tutela.
Bell’Italia in Viaggio a Casa Clàt con Nieddittas
Video inaugurazione Spazio Nieddittas e Merkaba, Terralba.
Video dell'evento di inaugurazione dello Spazio Nieddittas a Terralba e della Merkaba di Giorgio Casu. Una bellissima serata piena di emozioni, colori, musica e poesia. https://youtu.be/ww5T0ngQsXw
Backstage spot “Noi siamo il mare” 2022
Il dietro le quinte della produzione video appena conclusa del nuovo spot tv per le cozze Nieddittas. https://youtu.be/G3hM-M30Xf4
Spot 30 sec Nieddittas 2022: un’esperienza sensoriale
Il nuovo spot TV per le nostre cozze Nieddittas, in onda fino al 27 agosto su tutte le reti RAI. https://youtu.be/P7cCAc6nVxo
Le ricette

Nieddittas sostiene il progetto “Mi Fido di Te” del Rotary Club di Cagliari
Nieddittas è orgogliosa di annunciare il proprio sostegno al progetto “Mi Fido di Te”, promosso dal Rotary Club di Cagliari e avviato presso la Casa Circondariale di Uta. L'iniziativa mira a formare operatori cinofili tra le persone detenute, offrendo un percorso di...

11-12 e 13 Febbraio 2025: audit di sorveglianza per la Certificazione ASC a cura DNV.
Nei giorni 11-12 e 13 Febbraio 2025 avrà luogo presso la sede centrale di Arborea e con sopralluogo ai nostri vivai nel Golfo di Oristano, l’audit di sorveglianza per la certificazione a cura di DNV.

Piste di atletica dai gusci di cozze
Nuova sinergia per la sostenibilità: Mondo e Nieddittas creano una filiera ecosostenibile.

CONDIVIDI NIEDDITTAS
